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Avv. Maurizio HazanNews

Monopattini elettrici, targa e assicurazione in ritardo: slitta ad aprile l’obbligo previsto dal Codice della strada

Monopattini elettrici, targa e assicurazione in ritardo: slitta ad aprile l’obbligo previsto dal Codice della strada

Articolo di: Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Corriere della Sera – 2 Marzo 2026

Assoutenti: «Con targa scatta anche obbligo di copertura assicurativa. Chi non ce l’ha incorre in una sanzione che va dai 100 ai 400 euro» quella targa è legata a doppio filo, resta sospesa in un limbo normativo che dura da mesi. E così una delle novità più discusse del nuovo Codice della strada si arena su un dettaglio solo apparentemente tecnico: la piattaforma telematica che dovrebbe consentire ai proprietari di ottenere il contrassegno identificativo non è operativa.

Il decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il n. 250, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 novembre scorso, disciplina modalità e prezzo del cosiddetto «targhino».
Stabilisce che il pagamento avvenga tramite PagoPa e che, una volta versata la somma, il proprietario acceda a una piattaforma digitale per completare la procedura. Ma proprio quella piattaforma, che un successivo provvedimento avrebbe dovuto definire entro 90 giorni, non è ancora partita.

Risultato: l’obbligo slitta con ogni probabilità ad aprile, considerando che dal momento dell’attivazione scatteranno ulteriori 60 giorni di tempo per mettersi in regola.

La norma e il «pasticcio»
Nel frattempo, resta in vigore una norma che sulla carta è chiarissima. Il nuovo Codice della strada prevede che i monopattini elettrici non possano circolare se non coperti da assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Una formula che richiama espressamente la disciplina dell’Rc auto. Solo che senza contrassegno identificativo — necessario per associare una polizza a un mezzo preciso e inserirlo nelle banche dati — quell’obbligo è di fatto inattuabile.

Non è una questione accademica. A suo tempo, l’avvocato Maurizio Hazan, tra i massimi esperti italiani di diritto assicurativo, aveva definito la riforma «un gran pasticcio». Senza targa, spiegava, è impossibile applicare davvero la disciplina dell’Rc auto ai monopattini; e immaginare soluzioni alternative, come polizze personali, non risolve il nodo giuridico, perché la norma richiama un modello assicurativo ben preciso. Da qui l’incertezza: sanzioni teoricamente previste — tra 100 e 400 euro per chi circola senza targa o copertura — ma difficilmente sostenibili prima dei decreti attuativi.

La denuncia di Assoutenti
In questo quadro si inserisce la denuncia di Assoutenti, che sottolinea come il ritardo nella messa online della piattaforma stia congelando l’intero impianto della riforma.  L’associazione  ricorda che il costo del contrassegno è composto da 5,03 euro per la produzione, 1,11 euro di Iva e 2,52 euro destinati alle attività previste dall’articolo 208 del Codice della strada — formazione, segnaletica, sicurezza. Una cifra modesta, almeno in apparenza. Ben diverso il capitolo assicurativo: le prime stime parlano di premi compresi tra 25 e 150 euro l’anno, a seconda delle garanzie scelte.

Il problema, però, non è solo economico. È sistemico. «Il nuovo Codice della strada, deficitario di procedure certe ed eque per l’adempimento normativo su targa e assicurazione, ha prodotto un clima di incertezza che ha fatto crollare il mercato nazionale sia dello sharing sia della commercializzazione dei monopattini, con una perdita di valore del parco mezzi», afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, che auspica «dopo l’entrata in vigore dell’obbligo assicurativo per i monopattini, che non si ripeta la speculazione e la discriminazione territoriale, e che i premi assicurativi siano uguali in tutta Italia, anche perché tali mezzi rappresentano una storia nuova, e nulla giustificherebbe rischi diversi per regioni o province diverse».

La ratio della riforma
La ratio della riforma è nota: aumentare la sicurezza stradale, tutelare pedoni e ciclisti, rendere identificabili i mezzi in caso di incidente. Obiettivi difficilmente contestabili. Ma la tecnica legislativa, ancora una volta, si rivela decisiva. Senza decreti attuativi, le norme restano monche. E quando si interviene su un comparto giovane e in evoluzione come quello dei monopattini elettrici, l’effetto dell’incertezza può essere più incisivo dell’obbligo stesso.

Il paradosso
C’è poi un paradosso che emerge con forza: l’Europa, con la direttiva 2021/2118 recepita dall’Italia lo scorso anno, invitava a valutare con attenzione l’introduzione di obblighi assicurativi per i veicoli leggeri elettrici, per non frenare la diffusione di soluzioni a basso impatto ambientale. Il legislatore italiano ha scelto una strada rigorosa. Ora però quella strada è interrotta da un passaggio amministrativo non completato. Finché la piattaforma non sarà online e i contrassegni materialmente disponibili, l’obbligo assicurativo resterà, nei fatti, sospeso. E il nuovo corso dei monopattini italiani continuerà a viaggiare a metà: con il casco ben allacciato, ma senza ancora una targa da esibire.