
In Toscana polizze per i danni più gravi
Articolo di: Avv. Maurizio Hazan
Il Sole 24 Ore
29 Luglio 2026
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La Giunta regionale della Toscana ha fissato il 27 luglio i nuovi indirizzi per la gestione del rischio nelle aziende sanitarie del proprio Servizio sanitario. Con una svolta significativa e in qualche modo paradigmatica: dopo quasi 17 anni di gestione del rischio sanitario in regime di totale autoritenzione (cioè senza ricorrere a polizze di copertura), si sceglie di tornare, sia pure in parte, a un modello assicurativo.
La delibera prevede un modello “misto” – conforme alla legge Gelli (la 24/2017) e al suo Dm attuativo (il 232/2023) – fondato su; assunzione in proprio del rischio fino ad una soglia di Self-insured retention (Sir) pari a 750mila euro per sinistro (500mila euro per la sola azienda ospedaliera Meyer);
per gli importi eccedenti le soglie interverrà la copertura assicurativa acquisita sul mercato con procedura centralizzata (all’Estar, l’ente di supporto tecnico amministrativo regionale, è stato dato il compito di bandire la gara unica regionale per l’affidamento delle coperture).
Il significato della scelta va oltre il profilo tecnico: la Toscana è stata dal 2009 la Regione che forse più di ogni altra ha rappresentato il modello dell’autoassicurazione pubblica sulla responsabilità sanitaria.
Il passaggio a un sistema assicurativo, pur non integrale, è dunque un momento epocale di recepimento, su scala regionale, dell’impianto della legge Gelli, che guarda al sistema assicurativo come elemento di sostegno di una sanità responsabile ed educata alla miglior gestione del rischio, anche a tutela del paziente danneggiato.
La delibera conferma, la necessità di dotarsi degli adeguati presidi organizzativi introdotti dal Dm 232, con particolare riferimento alle analoghe misure, e dunque ai due Fondi imposti dagli articolo 10 e 11 (rispettivamente per rischi e riserva sinistri). Essi saranno gestiti centralmente e andranno alimentati con accantonamenti congrui e coerenti con i requisiti patrimoniali e le analisi attuariali normativamente richieste.
In tale contesto, la gestione dei sinistri “sotto soglia” continuerà ad essere affidata al Comitato regionale di valutazione sinistri, che dovrà anch’esso rafforzarsi per adeguarsi alle funzioni e al ruolo previsto dal Dm: il passo “in avanti”, dunque, non riguarderà solo il trasferimento dei sinistri di maggiore entità al mercato, ma anche la qualità della gestione tecnica delle richieste risarcitorie che rimarranno in autoritenzione, previa individuazione di adeguati protocolli di gestione dei sinistri (in accordo con la compagnia assicuratrice, nei casi in cui il danno ecceda la Sir e comporti una gestione congiunta della posizione).
La decisione apre dunque una prospettiva significativa e una nuova occasione di confronto per il mercato (su cui non vige alcun obbligo a contrarre). La gara Estar sarà un test sulla capacità degli operatori di rispondere adeguatamente a tale importante sollecitazione.
Se l’esperimento sarà soddisfacente, la scelta toscana potrebbe fare da riferimento per le altre Regioni, chiamate ad adeguare i propri sistemi ai principi della legge Gelli e del Dm. Principi che, in un contesto nazionale ancora prevalentemente autosssicurato, risultano nel complesso poco seguiti.
