
Convegno organizzato dallo Studio Legale THMR e da ASSIMEDICI
Auditorium Giovanni Testori Milano – Piazza Città di Lombardia, 1
Data: Lunedì 27 Gennaio 2025
Nel corso della prima parte dei lavori si sono susseguiti gli interventi finalizzati ad inquadrare storicamente e tecnicamente il percorso del risarcimento del danno che si è evoluto ora sino alla definizione della TUN, che individua il valore pecuniario da attribuire ad ogni singolo punto di invalidità comprensivo dei coefficienti di variazione corrispondenti all’età del soggetto leso, ex art.138 del Codice delle Assicurazioni Private.
L’avvocato Filippo Martini, fondatore e partner dello Studio THMR, ha passato in rassegna le logiche che a partire dal 1800 in poi sono evolute, dalla c.d. “regola del calzolaio”, quindi con una disciplina esclusivamente patrimonialistica, all’introduzione del risarcimento per danno non patrimoniale solo in caso di reato, fino al riconoscimento pieno attuato grazie alla giurisprudenza ed alle tabelle pretorie, per arrivare infine al legislatore del CAP ed alla emanazione della TUN (non ancora pubblicata).
Il dottor Antonio Rosario De Pascalis Direttore Centrale – Capo del Servizio Studi e Gestione dati IVASS, oltre a fornire le logiche e le tecniche che sono alla base del TUN nelle versioni precedenti e successive al primo parere reso dal Consiglio di Stato ed un raffronto con le tabelle pretorie di Milano e Roma, ha voluto offrire una panoramica della situazione del mercato assicurativo della RC sanitaria interessata insieme alla RC Auto dalla TUN. Il mercato evidenzia una scarsa offerta di soluzioni ed una forte concentrazione. Le maggiori difficoltà del mercato sono date da:
incertezza nella evoluzione giurisprudenziale (che dovrebbe stabilizzarsi con la TUN)
insufficiente profittabilità
incertezza nella qualificazione del danno e del rischio
fiscalità (con significative differenze tra auto-ritenzione e soluzioni assicurative).
Il dottor Umberto Guidoni, Co-Direttore Generale di ANIA, ha esposto la visione delle imprese di assicurazioni che hanno un ruolo di stabilizzazione del mercato. L’emanazione della Tabella Unica Nazionale consente alle Imprese di fare gli accantonamenti corretti e determinare al meglio la tariffa.
Estesa l’analisi al Decreto 232/2023 di attuazione della legge 24/2017, ne ha evidenziato le criticità:
la previsione di un sistema bonus malus
l’aspetto critico rappresentato dai sinistri riservati (10 anni)
la limitazione del diritto di recesso per le imprese
il meccanismo dell’auto-ritenzione
Restano poi altri temi quale il critici che investono il settore dell’assicurazione sanitaria, tra i quali, l’elevato costo del risarcimento del danno da perdita parentale.
Il dottor Alberto Michele Cisterna, Presidente della Tredicesima Sezione Civile del Tribunale di Roma, ha evidenziato una lettura critica della soluzione offerta dalla TUN. Mentre per la RCA l’esigenza era sentita, per la RC sanitaria non c’era bisogno di una tabella unica. La Legge Gelli, tra l’altro, prevede un ruolo centrale da riservarsi al giudice che deve essere in grado di valutare la misura del risarcimento nel caso concreto. Da un punto di vista tecnico poi sono state espresse criticità rispetto alla coerenza del sistema di determinazione e crescita dei punti della tabella, rispetto ai criteri di legge, con il conseguente rischio di possibili profiuli di illegittimità costituzionale.
Il dottor Damiano Spera, Presidente della Decima Sezione Civile del Tribunale di Milano, ha espresso una posizione di approvazione della TUN e dei meccanismi che hanno portato alla sua costruzione. Ha poi evidenziato comunque la stabilità offerta sino ad ora dalla tabella pretoria di Milano, che è stata aggiornata, come valori, al gennaio 2024.
Il dottor Lucio Di Mauro e il dottor Franco Marozzi di SIMLA (Soc. Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni) hanno comunicato di aver inviato al ministero la tabella delle menomazioni all’integrità psico-fisica comprese tra dieci e cento punti, tabella necessaria per la piena attuazione del dettato di cui all’articolo 138 del CAP.
L’avvocato Maurizio Hazan fondatore e partner dello studio THMR, ha valorizzato gli aspetti positivi portati dalla TUN e la sostenibilità offerta dal sistema ora completo con la uniformazione dei criteri su base nazionale sia per il risarcimento del danno patrimoniale sia di quello non patrimoniale.
L’avvocato Marco Rodolfi fondatore e partner dello studio THMR, ha riassunto nel corso del suo intervento i criteri che sono alla base della determinazione del danno patrimoniale:
quando si liquida e come si prova
le spese di assistenza
il tema della rendita
la compensazione
Nella seconda parte dei lavori, una tavola rotonda particolarmente animata ha visto il susseguirsi di interventi di operatori del settore:
Dopo una presentazione di dati inerenti il mercato assicurativo e l’impatto della TUN rispetto alla tabella pretoria di Milano, a cura della dottoressa Francesca Nozzi, Claims Manager P&C di Gen Re, sono intervenuti il dottor Luigi Baccaro Claims Director di Sara Assicurazioni che ha esposto l’esperienza in ambito sinistri dell’impresa, chiamata sino ad ora a muoversi in un contesto che non garantiva uniformità di giudizio, in ragione dell’applicazione delle diverse tabelle pretorie, nonché le problematiche connesse alla riservazione. L’avvocato Barbara Camerin, Risk Manager della Regione Veneto, ha riferito dell’esperienza concreta delle strutture pubbliche, con differenti scelte attuate nel tempo: da un sistema misto (assicurazione e auto-ritenzione e franchigia elevata) sino alla scelta operata dal 2024 di passare alla sola auto-ritenzione, evidenziando tuttavia i problemi connessi con i criteri per la definizione dei fondi. Il dottor Matteo Baviello, Direttore Generale di AmTrust Assicurazioni, impresa leader nel mercato della RC sanitaria per le strutture sanitarie, nel portare la propria esperienza, ha voluto evidenziare che i criteri che debbono essere posti alla base degli accantonamenti del fondo riserve e del fondo rischi, in caso di auto-ritenzione debbono essere gli stessi utilizzati dalle imprese nella riservazione. Il dottor Attilio Steffano Presidente di Assimedici ha evidenziato le differenze che sono alla base della RCA con la RC sanitaria: nella prima, in estrema sintesi, grazie alla copertura assicurativa generalizzata c’è la certezza del risarcimento del danno, nel sistema della RC sanitaria invece in assenza di copertura assicurativa, come nel caso dell’auto-ritenzione, tale certezza non c’è.
L’avvocato Marco Bona, Partner dello Studio MB.O, ha offerto la visione dei legali dei danneggiati e delle associazioni dei consumatori che vedono nella standardizzazione portata dalla TUN il rischio di una compressione dei diritti dei danneggiati.
La giornata si è chiusa con la lectio magistralis del dottor Giacomo Travaglino, Presidente della Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, che ha ripercorso la giurisprudenza della Suprema Corte in tema di responsabilità sanitaria, soffermandosi in particolare sul criterio della doppia causalità materiale e giuridica.
